Edizioni Le farfalle


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Collana viola - poesia

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Collana viola - poesia

L'AMORE ALL'INFERNO
Cetta Brancato
[2017] p. 88
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La scrittura di Cetta Brancato è attraversata da lampi azzurri che squarciano le declinazioni sull’amore: radicalmente lontana dalle polluzioni notturne di molti presunti poeti d’amore.Le sue parole, scelte con rigore angelico e luciferino, scavano un solco intimo e definitivo nel chiarore della pagina e si fanno spazio nell’intricato infinito chiamato amore con determinazione assoluta e grande coraggio. ...

Paolo Lisi dal risvolto di copertina

POESIE SCELTE
Isidoro Aiello
[2016] p. 128
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Isidoro Aiello ha pubblicato altre raccolte di versi graditissime al pubblico e alla critica. Mi sembra dunque naturale che Angelo Scandurra, coraggioso poeta-editore di sogni e di delizie, riproponga oggi i testo più significativi dell'autore barcellonese; e ancor più naturale mi sembra che Isidoro chieda anche questa volta a me di imprimere a questa antologia il segno della mia stima e della mia amicizia nei suoi confronti.

Emilio Isgrò da risvolto di copertina

CANTI BREVI
Giuliano Scabia
[2016] p. 80
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Quando sento venire certi momenti della poesia – che mi portano via – devo stare attento – per esempio se guido la macchina devo stare attento, sbaglio strada, vedo solo una gran luce e mi scordo le svolte: ci vedo benissimo e non vedo niente: la poesia è una signora impressionante.


SULL'ALTARE DELL'OMBRA
Ivano Luppino
[2016] p. 72
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Animula vagula blandula è la breve poesia con cui l'imperatore Adriano, sulla soglia che separa la vita dalla morte, si prepara a congedarsi dalla sua anima, salutandola come cara compagna.
Ma quali pensieri cova l'anima –
animula – in quel preciso momento in cui si attarda a svaporare incredula, blandula, dal corpo agonizzante?
E com'è quel sentiero periglioso, irto di stelle e lastricato di lame aguzze in cui, come un equilibrista della Via Lattea, essa si incammina –
vagula – per raggiungere i luoghi dell'eterno destino?
E poi, tornare indietro si potrà, feriti i piedi, mossi da un estremo sussulto di vita?
Domande che racchiudono un mistero cosmico, per le quali né gli scienziati né i filosofi sanno trovare risposte.
Ma il Poeta può, il Poeta sa, Ivano Luppino, poi, ne ha fatto l'esperienza, e la sua poesia tende l'arco ad illuminare anche noi…


Marinella Fiume

N'ZUPPILU N'ZUPPILU - WET THROUGH
Giuseppe Condorelli
[2016] p. 64
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Sono sempre più rari i poeti capaci di usare il dialetto-lingua siciliana nella sua straordinaria bellezza di suoni e di significati. Questa silloge di Giuseppe Condorelli ci riporta nel mondo classico della sicilianità pura, quella della parola capace di trasmettere umori profondi e sentimenti senza compiacimenti di sorta. La poesia è insita nella forza della parola stessa specie quando, come in questo caso, il poeta mira a tradurre momenti esistenziali che razionalizza nel verso scarno e spesso dolente da cui sorge un vissuto che si universalizza nell'essenza stessa della poesia. Ciò che colpisce è il modo in cui Condorelli entra in quel clima di sogno e di realtà puntando dritto a quel pessimismo che non fa parte della realtà del nostro tempo, abbagliato da futili evanescenze. Ci troviamo di fronte al poeta-uomo che attraverso un'attenta introspezione riesce a coinvolgerci fino al pathos, perché ogni testo di questa silloge entra dritto nell'animo.

Senzio Mazza

ALLE ONDE AL VENTO
Orvoloson Sadinov
[2015] p. 88
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Questa silloge di Valeria Mazzeo presenta una specifica identità. E, trattandosi di un’opera prima, sorprende altresì per le diverse connotazioni che vi si possono cogliere: la ricerca di un linguaggio che rifugge l’appiattimento per dare massima dignità alla parola che diviene proiezione di accadimenti sostanziali; il ventaglio di problematiche che incrocia i sentimenti di sempre senza lasciarsi avvinghiare dalla retorica; e, ancora, l’andamento della scrittura sostenuto da una musicalità interna che trasfonde melodia di sferzanti indagini e interrogativi. Perché, in fondo, si snoda un cammino che vuole celebrare l’amore, la bellezza e l’armonia dell’esistere, a dispetto del continuo dileggio che investe le nostre storie.
Tra le pieghe, a ricamare questo tessuto di vita e di poesia, il filo rosso della “corda civile” che giammai smette di tendersi, spingendoci alla riflessione.

Angelo Scandurra

ADESSO È TORNARE SEMPRE

Pietro Cagni
[2015] p. 64
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Non vuole stupire Pietro Cagni né fare il verso a nessuno. Non ha debiti con poetiche né onanistiche né narcisistiche. Non intende spiazzare il lettore con lampi di eloquenza e coup de théâtre.
La sua scrittura è mossa, semmai, dall’attenta passione dell’apicoltore. a cui ci introduce il giovane Cagni è una cartografia del corpo: tra “zigomi”, “guance pallide” e “spalle bucate”, lambisce “polsi stanchi”, “caviglie” e “dita sfatte”, tra “mani perdute” e “ciglia lunghissime”, per accogliere “l’universo addosso” e contenere infine gli “occhi di chi sta e respira”. Lei.
Una lei che è
approdo: in un continuo e muto dialogo le dà forma e spessore, con movimenti concentrici, sulla pista di ghiaccio, prima di sollevarla sulle braccia, bellissima e senza peso.
…“tu, che sei festa e terra” le sussurra prima di partire per il viaggio iniziatico, dove “le luci non hanno fine”; e poi nei luoghi di un incontro ormai impossibile sulle tracce del suo stesso sangue; e, nella sezione conclusiva, in cui “l’amore trema // si slarga” sotto gli occhi di Dio.
Adesso, al suono scavato e ultimo della tromba di Chet Baker ci attendono “altre luci, altri nomi”.

Paolo Lisi

IL MARE DI SENOFONTE
Isidoro Aiello
[2015] p. 96
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Quest'ultima raccolta di Isidoro Aiello si pone in linea di continuità con la sua produzione precedente.
Il poeta osserva, registra e riflette sul mondo con lucidità e disincanto, trovando un correlativo oggettivo nel paesaggio mediterraneo che con la sua luce netta e i suoi echi parla di bellezza ma fa emergere anche verità. Le liriche prendono spunto da un pensiero o da una precisa situazione: in un caso come nell’altro l’ispirazione si àncora ad immagini molto concrete nella tradizione dell’ultimo Montale o di Cattafi. I versi aspirano all’aforisma, fissando momenti che svelano un significato che trascende l’occasione stessa che li ha sollecitati. La scelta della parola, lo stratificarsi dei registri con sconfinamenti nella lingua parlata è operazione sempre sapiente e misurata che tende quasi a stemperare e a dissimulare, talora ironicamente, il procedere riflessivo di questa lirica.

Alessandro Cocuzza


IL PASSO SVELTO DELL'AMORE
Seconda edizione

Marilina Giaquinta
[2015] p. 96
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In questi testi di Marilina Giaquinta aleggia unaricerca colloquiale scandita da sentimenti fluidi che diventano scrittura. L'esigenza primaria, infatti, è quella di oltrepassare il velo deldisinganno per incontrare una "verità" connotatache possa sostenere il malessere esistenziale.Con animo contrassegnato da dolente ironia, la parola non si accartoccia e, anche attraverso il corpo, diviene fisionomia di un richiamo, fervore di un'irrequieta sensibilità che avvolge. È l'invocazione di un assoluto, dove primeggia la multiforme passionalità dell'amore, a sospingere la "voce" che incrociamo e che cerca complice il nostro fiato.

Angelo Scandurra

L'IMPERFETTO
Innocenzo Carbone
[2014] p. 80
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‹Dove finisce il confine?/Dove inizia la fine?›. Da interrogazioni inquietanti, dentro percezioni sottili, si alimenta e si muove questa raccolta poetica. In un silenzio assorto si sciolgono parole brevi, sentimenti sofferti, trattenuti stupori. E affiora una pena di fondo per il tanto che turba e lacera un tempo confuso. I mutamenti dell'ora e delle stagioni, la grazia dell'amore e dell'amicizia, la consapevolezza cercata si manifestano nella misura del tono, nella chiarezza della voce prossima alla confidenza. E l'imperfetto del titolo come opposto alla perfezione, che è sogno della mente già vocato all'impossibile, significa anche il tempo del passato: che si nutre del ricordo e lo travalica per fluttuare in una malinconia come insieme di estraneità e di appartenenza. Così, in un tessuto di trame leggere, di versi veloci, Innocenzo Carbone accosta il bene della poesia e lo consegna.

Elio Pecora

IL PASSO SVELTO DELL'AMORE
Prima edizione
esaurito
Marilina Giaquinta
[2014] p. 96



In questi testi di Marilina Giaquinta aleggia unaricerca colloquiale scandita da sentimenti fluidi che diventano scrittura. L'esigenza primaria, infatti, è quella di oltrepassare il velo deldisinganno per incontrare una "verità" connotatache possa sostenere il malessere esistenziale.Con animo contrassegnato da dolente ironia, la parola non si accartoccia e, anche attraverso il corpo, diviene fisionomia di un richiamo, fervore di un'irrequieta sensibilità che avvolge. È l'invocazione di un assoluto, dove primeggia la multiforme passionalità dell'amore, a sospingere la "voce" che incrociamo e che cerca complice il nostro fiato.

Angelo Scandurra

INFIME DISSONANZE
Senzio Mazza
[2013] p. 112
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Se uno comincia da omega dicono che non sa dove va e ripetono che trattasi di un senno squinternato. Di fatto mi credo poeta (e se non io, chi?) che non sa mettere parole+parole in fila, stili edulcorati e vaghe stranezze. Non mi rimane che partire da omega. Senza richiesta di indulgenze.

L'autore

CANTICU DI' CANTICI
Angelo Battiato
[2012] p. 88
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Il Cantico dei Cantici conquista, rapisce il cuore e induce a cercare, nei profumi dei suoi rigogliosi giardini, il sapore fresco delle parole e dei balsami, le beatitudini dell’amore e della vita.
A volte mi sembra di percepire, di intuire, di toccare, quasi con mano, il mistero, profondo e inconfessato, del Cantico dei Cantici. È veramente compendio di tutti segreti del mondo, la chiave di tutte le conoscenze dell’uomo! Nei suoi versi è racchiuso l’intimo mistero della Salvezza dell’uomo. Non si capisce la Bibbia se non si capisce il Cantico dei Cantici. La storia d’amore dei due pastorelli è realmente il cuore pulsante della Bibbia. Nello stile del Cantico scopriamo il valore dell’amore, della vita e dell’umano sentire, dell’amore a un tempo corpo e anima, sensuale e spirituale, terreno e trascendente, umanissimo e divino...

VIGGILIA FRANCISCANA
Santo Calì
[2012] pp. 184
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La lucida “turbolenza” esistenziale e intellettuale che sottende la personalità di Santo Calì si concretizza come espressione di una militanza che accorpa scrittura e azione. Infatti, alla parola egli affida le istanze che affranchino dalle “ingiustizie” e “incongruenze”. Il disegno diviene così composito giacché il riscatto è codice di una controversia che persegue l'utopia attraverso un vissuto senza parsimonie di energie fisiche e mentali. Allora la figura di Calì, in modo incomparabile, simboleggia il nesso di congiunzione fra arte e vita poiché il linguaggio a cui consegna il segno di una rinascita è, al tempo stesso, forbito e primordiale. In fondo l'anima della cultura scaturisce da una scintilla primigenia per farsi, in ogni tempo, specchio di contemporaneità. E tale pratica Calì esercita con ingegno di finalità e originalità in ogni sua opera...

GIOCOLIERE DI SOGNI
Vanni Speranza
[2012] p. 88

Questa scelta di testi inediti conferma le caratteristiche principali dell’itinerario poetico di Vanni Speranza. Dalla scrittura, piana e intelligibile, al sentimento che li accompagna, poggiato su modulazioni esistenziali. I versi, infatti, segnano il cammino umano dell’autore riflettendo le tappe di una vita che, pur contrassegnata da difficoltà, non si abbandona alla disperazione: nel racconto degli eventi affiora sempre come una rassegnata consapevolezza di positività.

TRA I BOSCHI DI FAUNO ASSONNATO
Angelo Santangelo
[2012] p. 72
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I testi di Angelo Santangelo scaturiscono dalla necessità di una ricerca sui versanti dello stile e dei significati. La scrittura, infatti, è specchio di considerazioni che, partendo dallo status esistenziale, si spiana verso tematiche che trovano sempre l’uomo al centro della propria condizione universale. Scattano così gli interrogativi che aspirano ad un vivere migliore, affrancato dai rituali dei luoghi comuni. Avvertiamo perciò che questa poesia è soffusa anche da un sentimento di laica religiosità che rivendica soluzioni di giustizia nel segno di un’armonia sostenuta dall’amore e da precetti di sana civiltà...



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